Microracconti

Nati per caso o quasi, per un concorso letterario, col vincolo delle 2.500 battute complessive. Cioè scrivere in salita. Oppure i miei racconti-cartolina.

35.  

Lavorati di lima e pialla sulle parole, per sottrazione, col contagocce, per non rompere una storia, un ritmo, un'armonia.
Questi racconti ne sono il risultato, qualunque esso sia.
 

   
     
  dieci piccoli indiani, e poi non ne rimase nessuni (tema DIECI, micro racconto in dieci righe)  
     
 

Il primo lo uccise perché gli era inciampato nel piede e lui aveva le scarpe nuove. Il secondo perché aveva un occhio azzurro e uno verde e di uno così lui non si fidava. Al terzo tagliò la gola radendolo, ma la colpa fu sua, li chiamava “negretti” e lo fece irritare. Il quarto fu per errore. Succede. Il quinto lo soffocò in treno. Gli si era addormentato addosso. E oltretutto puzzava. La sesta fu sua moglie, per zittirla, non taceva mai quando lui leggeva. Investì il settimo, ogni giorno parcheggiava nel suo posto riservato in ditta. L’ottavo perché pioveva, lui era senza ombrello, ma l’ottavo ce l’aveva. Il nono perché aveva un tremendo mal di testa. Quando vide il suo libro nascosto nella sua borsa la uccise. E fece dieci. I Delitti Perfetti di Max Aub erano fuori catalogo da anni. Lei non doveva. No. Davvero non doveva.